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Le idee della fotografia di Raffaele Rinaldi

Alla base di tutto c’è l’idea surreale degli “accostamenti inconsueti” e del conseguente “cambiamento del senso”: accostare alla donna, di volta in volta, un dolce, un frutto o altri oggetti che generalmente si trovano in altri contesti e cambiare di volta in volta il loro significato, “trasformandoli” in qualcosa d’altro rispetto alla loro naturale funzione. La mia prima serie, la “Sweet Beauty”, ma anche la “Fruit Beauty”, sono piene di elementi che “perdono” la loro identità e cambiano significato. I cannoli siciliani diventano bigodini per capelli; una torta o dei limoni diventano un cappello; i fichi d’india o il panettone, la corona di una regina; nella foto “Bignè” c’è una ripetizione visiva, con la modella stessa a trasformarsi nel goloso dolce al cioccolato. Anche nella più recente serie “Animal”, troviamo due gechi leopardini diventare degli splendidi gioielli gialli, o quattro anatre mute sostituirsi alle paperelle di gomma nella vasca da bagno, con una riflessione sul ritorno dell’uomo alla sua naturalità perduta.

Le serie di fotografie più recenti, infatti, potrebbero ascriversi al recente filone della fotografia concettuale, applicata al ritratto. Quello che ho fatto è stato di cercare di raccontare delle piccole storie mediante l’utilizzo di immagini “allestite”, strizzando l’occhio a quel filone della fotografia concettuale che è la “Staged Photography”. 

La serie “Animal Beauty” è una serie molto animalista, non solo perché ciascuna foto è dedicata ad un dato animale, ma per l’importanza che essi assumono, anche in relazione alla modella. “Inseparabili” e “Vita da pesce rosso”, partono da una riflessione sul tema della cattività, con uno “scambio” di ruoli tra modella e animali stessi; in “Vanitas” una regina tiene in gabbia un povero canarino solo per soddisfare la sete di potere e la sua vanità; in “Ciechi” a prevalere è l’empatia tra la donna e il falco, accomunati dal medesimo destino di privazione dei sensi; addirittura, a riflettere sulla potenziale bestialità dell’uomo, lo scambio di ruoli nella foto “Who is the animal?”.

La serie Toys è forse la più “Concettuale”, laddove la storia e l’idea sono la base di partenza per tutte le fotografie che la compongono. L’essere umano ridotto a burattino o matrioska nella matrioska, in “Who is Pinocchio?” e “Matrioska”; oppure la storia di un amore finito in “It was love”, con il peluche dalla testa strappata; In “Broken dolls”, una giovane donna è ridotta peggio della sua vecchia bambola vintage, riflettendo sulla caducità dell’esistenza e il logorio del tempo. “Rebel Jester” racconta di un giullare che ha assassinato il re, mentre “Un colpo sfortunato” si rifà al mito di Guglielmo Tell, con la freccia che colpisce in pieno il cuore, piuttosto che la famosa mela, con una buona dose di ironia. Stessa ironia che troviamo in “Un gioco pericoloso”, dove giocando troppo si finisce per farsi male. In “Trottole”, in cui la testa della modella gira come una trottola, si riflette sulla vorticosità della vita moderna.

Come espresso sopra, nel capitolo relativo alla fotografia concettuale, il mio intento principale, è stato il tentativo di esprimere un concetto in ciascun scatto proposto; ogni fotografia parte pertanto da un’idea, che nell’arte concettuale è sempre più importante rispetto alla forma, laddove il contenuto prende il sopravvento sul contenente. Nel mio caso, ho ritenuto di dare la stessa importanza e la stessa cura per entrambi gli aspetti. Volevo che l’idea alla base di ogni scatto avesse una realizzazione estetica molto curata, in modo da appagare anche l’occhio oltre che la mente.

 

Intervista per la rubrica “Talenti 2.0” del Giornale Cittadino Press

Recensione ed intervista del portale Bibliovorax

Recensione ed intervista del portale That’s all trends

Articolo su Glitter Sicilia

Articolo su The Ducker Milano

Articolo su Kairos rivista

Articolo su Prima Pagina Marsala

Articolo su Isola e Isole

 

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